Tipologie di nomi di brand: quale scegliere in base ai tuoi obiettivi

Un brand può scegliere tra diverse tipologie di nomi. Non esiste un nome migliore di un altro, ma solo quello più adatto in base ai tuoi obiettivi. Un nome che funziona è un’alchimia perfetta tra strategia e creatività: in poche parole, spesso una sola, è concentrata tutta l’essenza di un’attività, di un prodotto e di un servizio.

Il processo che porta in superficie quale sarà il nome da usare può contemplare soluzioni e nomi diversi in base all’obiettivo che vogliamo raggiungere.

Tipologie di nomi tra cui scegliere

1. I nomi descrittivi. Sono i nomi che descrivono l’attività. Poste Italiane è un nome descrittivo, così come lo sono Poltrone Sofà e Fatture in Cloud. Questi nomi fanno subito capire qual è la proposta commerciale del brand. PRO: sono nomi funzionali al posizionamento del marchio e sono facili da comprendere. CONTRO: sono nomi molto generici e hanno poca personalità.

2. I nomi composti. Sono i nomi creati a partire dall’unione di due, o più, parole che si fondono insieme, come FedEx (Federal + Express). Oppure Vodafone (Voice + Data + Telephone). PRO: sono nomi molto semplici da trasformare in un brand commerciale ma hanno poca personalità. CONTRO: Non hanno significato per le persone che non hanno familiarità con l’origine del nome e sono più difficili da ricordare.

3. Il nome del fondatore. Gioielleria X, Creazioni artigianali Y, sono nomi che seguono lo stesso schema: categoria merceologica + cognome del proprietario. Questo perché in passato chi avviava un’attività lavorava per lo più sul territorio e la concorrenza era poca. Quindi si sceglievano nomi facilmente riconoscibili, che viaggiavano bene con il passaparola.

Oggi invece c’è il web ad accorciare le distanze e a offrire nuove opportunità. Nomi di questo tipo sopravvivono nel settore del lusso e del Fashion; Armani, Gucci, Dior. Tutti cognomi dei fondatori, simbolo di stile, eleganza e innovazione a seconda dei casi. PRO: per un piccolo business un nome di questo tipo è funzionale per i motori di ricerca e per il dominio del sito web. CONTRO: il lato negativo rimane l’aspetto anonimo e circoscritto, che può precludere al brand sviluppi futuri.

3. I nomi evocativi. Sono i nomi che suscitano emozioni legate al brand, quelli che evocano sensazioni nel senso latino di chiamare fuori . Apple è un nome evocativo. Significa mela, ma Apple non vende mele e non è quindi un nome descrittivo. La mela ha un chiaro riferimento a Newton, e in versione morsicata è simbolo di conoscenza.

Nike è un nome evocativo. La Nike era la dea greca della vittoria, simbolo di forza e successo, valori che il brand vuole trasmettere a partire dal suo nome. Amazon è un nome evocativo che esprime grandezza. Contiene un riferimento al Rio delle Amazzoni, il fiume più lungo al mondo e via di comunicazione strategica per le merci. Ed è questo che Amazon aveva in mente: essere un brand che vende una vastità di prodotti distribuiti in modo capillare in tutto il mondo.

PRO: Tra le diverse tipologie di nomi, il nome evocativo porta con sé un valore aggiunto, l’idea che quel brand offra qualcosa in più. CONTRO: per i piccoli business, un nome evocativo comporta uno sforzo maggiore per lavorare sulla percezione che le persone hanno del brand.

4. Gli acronimi. Si prendono le iniziali delle parole e le si fanno diventare un nome. Ci sono casi di acronimi molto conosciuti. Fiat, per esempio, = Fabbrica Italiana Automobili Torino. Sono nomi descrittivi condensati e difficili da ricordare. Le lettere si accostano l’una vicina all’altra senza produrre nessun suono particolare e gradevole. PRO: gli acronimi sono nomi unici, soprattutto se dall’accostamento delle lettere si riesce a formare un nome concreto. CONTRO: il risultato è qualcosa di poco creativo ed energico.

5. I nomi allitterati. Cosa ti viene in mente se leggi Tic-tac o Choco Crispies? Sono nomi che usano l’allitterazione, una figura retorica che riproduce in modo ricercato (e in questo caso anche onomatopeico) lettere o sillabe per riprodurre un suono o un’immagine. Tic-tac richiama il suono dell’apertura e della chiusura della confezione delle caramelle, mentre Choco Crispies fa venire in mente qualcosa di croccante, che scrocchia quando lo mangi. PRO: sono nomi facili da pronunciare, con una sonorità che li aiuta a essere ricordati. CONTRO: anche in questo caso serve un grande lavoro di comunicazione per imprimere nella mente delle persone la percezione del brand e i valori che esprime.

6. I neologismi. Sono nomi astratti e al loro interno è racchiusa una grande sfida: attribuire un significato a un nome che prima non esisteva. Un esempio: Etsy. È il 2005 e Rob Kalin sta guardando un film di Fellini nei giorni in cui stava cercando una parola, qualcosa privo di senso per costruire da zero il suo brand. In italiano diciamo molto spesso eh sì ed è in questo modo che è nato Etsy, il sito dedicato ad artisti e piccoli artigiani che vendono on line. PRO: è breve, facile da ricordare e ha personalità. Il campo di esplorazione è molto vasto. CONTRO: ha poca coerenza con la proposta commerciale del brand, al contrario di un nome descrittivo.

Ricorda che tra le diverse tipologie di nomi, il nome giusto è quello che meglio risponde ai tuoi obiettivi, siano brand o di business. Il nome non deve essere la tua parola preferita, ma quella che meglio risponde a bisogni specifici. Il nome giusto è quello che funziona, comunica il motivo dell’esistenza e i valori del tuo brand alle persone.

———————————————————————————————————————–

Mi trovi anche su Instagram e su Facebook🌷

Pin It on Pinterest

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi