Come scegliere il nome di un brand

Scegliere il nome di un brand significa fare naming. Nel lessico del marketing il naming è lo studio del nome per un brand, per un prodotto o per un servizio. È un lavoro di analisi del mercato di riferimento, delle persone alle quali ci si rivolge e, insieme al payoff contribuisce alla creazione del brand a partire dalla sue fondamenta.

Il nome è il primo elemento che incontriamo di un brand e averne uno ti fa partire con un discreto vantaggio perché:

  1. Identifica. Nominare qualcosa vuol dire fargli prendere vita e dargli una forma. Significa potersi definire, vedersi esistere.
  2. Differenzia. Siamo circondati da brand che fanno cose e comunicano. Avere un nome serve a farsi notare e ricordare tra tanti.
  3. Comunica. Il nome è l’inizio di una storia tutta da raccontare, Comunica qualcosa, smuove decisioni, ti fa scegliere.

IL POTERE DI UN NOME

Ci sono nomi che hanno fatto la storia. Alcuni non hanno bisogno di presentazione: sono vincenti e basta e non hanno bisogno di presentazione. Eppure è sempre affascinante scoprire la storia dietro a un nome, capire quali scelte sono state fatte, quali discussioni e quali riflessioni hanno portato a scegliere proprio quel nome e non un altro.

Nike. Il nome riprende quello della dea della vittoria, espressione di una donna intraprendente, libera e lontana da ogni convenzione. È così che è nato questo brand che incoraggia a osare e a seguire l’istinto.

Amazon. Si chiama così in richiamo al Rio delle Amazzoni, il più grande fiume al mondo. L’intento era quello di creare, appunto, la realtà commerciale capillare più grande del pianeta.

Lego. Nel 1932 Christiansen sceglie per i suoi giocattoli il nome LEGO, nato dalla locuzione in lingua danese leg godt (“gioca bene”) a cui si è aggiunta la similitudine con il verbo latino lĕgo, che significa “metto insieme”.

Starbucks. Il tema è marinaresco, nel nome, nel logo e nella storia che racconta il brand. Nasce da Starbuck, il primo ufficiale del romanzo di Herman Melville, Moby Dick.

Netflix. Nasce da una sincrasi, ossia dalla fusione della parola Net, in riferimento a internet e network, con la parola flicks che nell’inglese colloquiale significa “pellicola/film”.

Ikea. Un acronimo che unisce le iniziali del fondatore Ingvar Kamprad a quelle del villaggio in cui ha passato l’infanzia, Elmtaryd Agunnaryd.

Apple. L’origine del nome è avvolta dal mistero, ma è un dato di fatto che la mela (Apple) è il frutto che ha ispirato Newton quando ha elaborato la legge di gravita ed Apple è il brand che fa dello sviluppo e dell’invenzione il suo cavallo di battaglia.

Etsy. Anche qui non è certa l’origine di questo neologismo, ma pare rimandi al latino etsì che significa e se… Come a dire, qui diamo spazio all’immaginazione e alle opportunità che tutti possono avere.

COME SCEGLIERE IL UN NOME DI UN BRAND

Ci sono diverse tipologie di nomi tra cui scegliere, ma tutti hanno in comune alcune caratteristiche importanti. Un buon nome è

  • Semplice. Da pronunciare, da scrivere, da ricordare.
  • Disponibile. Qualcuno ha già registrato il marchio? Il dominio è già occupato? Se la risposta è sì, non è possibile usare quel nome.
  • Funzionale. Il nome più adatto non è quello che ti piace di più, ma quello che può rappresentare al meglio la tua attività e sostenerne la crescita.
  • Memorabile. “Com’è che si chiamava”? Il passaparola, in fondo, è questo: un nome che gira.
  • Gradevole. La scelta di un nome è anche questione di fonetica. Anche i suoni trasmettono sensazioni.
  • Inequivocabile. Un buon nome non ha significati ambigui, non può essere s

TIPOLOGIE DI NOMI

Si può scegliere tra diverse tipologie di nomi. Non esiste un nome migliore di un altro, ma solo quello più adatto agli obiettivi che si vogliono raggiungere. I nomi possono essere:

  • Descrittivi. Sono i nomi più funzionali, quelli che posizionano subito il marchio e fanno capire subito che cosa vende. Poste Italiane, Un esempio: Poste Italiane, Fatture in Cloud, Divani&Divani sono tutti nomi descrittivi
  • Acronimi. Un acronimo è un nome formato dalle iniziali di più parole. Ikea è un acronimo: le lettere che lo formano sono la fusione delle iniziali del fondatore Ingvar Kamprad e di Elmtaryd e Agunnaryd, rispettivamente la fattoria e il villaggio dove il fondatore di Ikea è cresciuto
  • Nome del fondatore. Christian Dior, Ralph Lauren, Chanel sono nomi legati a persone in carne ed ossa. Oggi sono usati per lo più nel modo del fashion e da freelance che scelgono di chiamare la propria attività con il loro nome e cognome. Il vantaggio è quello di trovare sicuramente un dominio libero disponibile, lo svantaggio è non avere un nome che descrive o suggerisce qualcosa. Ecco perché un payoff è un’ottima scelta per definire l’identità di un brand che si presenta sul mercato con il nome del fondatore.
  • Suggestivi. Questa tipologia di nome è una scelta coraggiosa. Qui i nomi evocano immagini, associa attraverso similitudini, metafore e analogie. Hanno un grande impatto e si presentano con una forte personalità. Amazon si chiama così in rimando al Rio delle Amazzoni, fiume più lungo del mondo e principale via di trasporto delle merci nell’area amazzonica.
  • Neologismi. Un neologismo è una parola nuova, un contenitore inizialmente vuoto a cui viene attribuito un significato. Etsy è un neologismo che si ispira al latino et sì, poi diventato in italiano e se. E se, se non che….un invito a dare spazio all’immaginazione e a offrire a tutti gli artigiani un luogo digitale in cui riunirsi per fare conoscere le loro creazioni.

Il tuo nome cosa racconta del tuo brand? Se non ne ha ancora uno e pensi sia arrivato il momento di scegliere il nome del tuo brand quello che fa per te è Cosmo, il mio servizio di creazione naming e payoff per progettare il tuo mondo.

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