Mettersi a parlare delle regole SEO in estate non è il massimo, è vero, però è proprio in questo periodo in cui il ritmo diventa più lento e tutto sembra abbandonarsi al relax, al caldo e a un po’ di meritato riposo che possiamo ritagliarci un po’ di spazio per fare tutte quello cose che durante l’anno non abbiamo tempo di fare.

Per fare un po’ di pratica con la SEO, per esempio. Ecco, l’estate potrebbe essere il momento migliore per saperne di più. Con il ventilatore acceso o con il condizionatore a palla, ovviamente.

Dai, iniziamo dalla definizione.

SEO è un acronimo e in inglese significa Search Engine Optimization. Cosa vuol dire? Significa che la SEO si occupa di migliorare la posizione delle pagine web nei risultati di ricerca organici (quindi non a pagamento).

La SEO si applica alle pagine dei siti web, ma anche ai post di un blog. La domanda dalla quale partire, nel caso del blog, è: come faccio a fare comparire il mio post tra i primi risultati del motore di ricerca? Ecco, questa è la SEO.

Studio, analisi, tempo e pazienza, questa è la risposta, insieme ad alcune regole SEO ritenute fondamentali per scrivere un post che piaccia non solo a chi lo legge ma anche a lui, a Google. Ecco quali sono.

1. La prima regola SEO: le parole chiave

Ogni post ruota attorno a un argomento. E questo argomento si può sintetizzare in poche parole. Le parole chiave. Si chiamano keywords e usarle è molto importante per far capire da subito di che cosa stiamo parlando. Vanno usate bene eh, perché le parole chiave non si possono ripetere a caso in modo ossessivo e compulsivo perché altrimenti il risultato sarà un testo appesantito, brutto stilisticamente e anche penalizzato dai motori di ricerca.

Il modo migliore per evitare lo spiacevole effetto del ma che palle è quello di usare dei sinonimi e delle sostituzioni lessicali: il testo risulterà più leggero e anche Google apprezzerà.

2. Il titolo del post

Il titolo del post è il primo elemento del testo che le persone leggeranno. Deve essere accattivante, interessante. Deve sedurre, invitare a proseguire nella lettura. Ma deve avere anche caratteristiche tecniche precise. Per esempio, il titolo del post non deve essere più lungo di 70 caratteri. E in questi caratteri, possibilmente, bisogna cerca di rispondere alla potenziale domanda (la famosa query) che le persone scriverebbero nella barra del motore di ricerca.

Ma anche qui, l’equilibrio è tutto. Quando si scrive bisogna sempre pensare che chi leggerà il testo è una persona, non un robot. Il testo deve piacere a Google ma anche, e soprattutto, ai lettori.

3. Regole SEO: paragrafi e sottotitoli

Molto importante è anche dividere i post in paragrafi piuttosto brevi. Ma brevi quanto? Diciamo al massimo tre periodi o 50-60 parole. Questo perché un blocco di testo unico, a prima vista, è una botta in fronte. Nessuno si mette a leggere una cosa del genere, anche perché sul web le persone non leggono, ma fanno una scansione delle porzioni di testo alle quali potrebbero essere interessati. E allora se il testo lo dividiamo per bene aiuteremo chi legge a scorrere il contenuto più facilmente e a individuare meglio le parti interessanti del testo.

Per scrivere in ottica SEO bisogna inserire nel testo almeno un sottotitolo, che si chiama H2 e deve contenere la parola chiave, senza però essere identico al titolo principale (H1). Si possono poi aggiungere altri sottotitoli, H3, H4 etc…, che si utilizzano in genere nei testi lunghi per suddividere al meglio i paragrafi e per per facilitare la lettura.

4. Il corpo del testo

Questa parte è molto importante. Per posizionare bene un testo sui motori di ricerca è importante distribuire bene, e in modo naturale, le parole chiave. La parola chiave principale deve comparire nel primo paragrafo, per poi essere riprodotta in tutto il corpo del testo, senza forzature e in modo naturale. Questa è una regola SEO molto importante.

Bisogna ricordarsi sempre che il testo deve essere scorrevole e non deve “dare fastidio” né alle persone che lo leggono, né a Google, che si accorge sempre se ci sono eventuali forzature. I contenuti devono essere utili, chiari e di facile lettura. Solo così i motori di ricerca li percepiranno utili per le persone.

Altra cosa importante: evidenziare in grassetto le parole più importanti e i concetti più salienti, soprattutto se contengono la parola chiave. Il corsivo invece si usa per i termini stranieri o per i termini un po’ particolari.

Se è possibile, e utile per rendere il contenuto più chiaro, anche il ricorso agli elenchi numeri o puntati è una buona pratica SEO da seguire.

5. La meta description tra le regole SEO

Non fatevi spaventare dalla parola un po’ strana. Basta coglierne il significato spiegato semplice semplice: la meta description è formata da una/due frasi che vanno a formare un’anteprima dei contenuti di un post o di una pagina web. Scriverla bene serve a aumentare le possibilità che il lettore dai risultati di Google passi al sito web. Insomma, serve a generare un clic e deve informare e interessare le persone con i punti salienti di cui si parla nel post per invogliarle ad andare a vedere di cosa si tratta.

Un buon modo per imparare a organizzare la meta description è il plugin Yoast. Lo conosci?

6. Le immagini

Le immagini sul web sono fondamentali e anche loro, come il testo, devono essere ottimizzate per i motori di ricerca. Questo perché le immagini aiutano a spiegare i contenuti e ai motori di ricerca non basta soltanto trovare le immagini: i motori vogliono trovare immagini corredate da attributi specifici.

Questi attributi si chiamano ALT Text, testo alternativo, e servono non solo per ottimizzare le immagine dal punto di vista della SEO, e per dare un significato a una foto, ma anche per renderle riconoscibili per chi utilizza uno screen reader per non vedenti, uno strumento che descrive un’immagine che non può essere vista.

Anche in questo caso, il plugin Yoast è molto utile per imparare a ottimizzare le immagini e per seguire le regole SEO.

7. I collegamenti interni

Il blog è un contenitore di contenuto che, se progettati nel modo corretto, possono essere l’uno il rimando dell’altro. Per fare questo ci sono i link interni, che servono a creare dei collegamenti tra i post per aiutare il lettore a trovare quello che sta cercando o ad approfondire un particolare argomento. Realizzare un’architettura di link ha due vantaggi: aiuta il lettore ed è una pratica apprezzata dai motori di ricerca.

8. La call to action

Un post che segue le regole SEO si conclude sempre con una call to action, un invito all’azione, a fare qualcosa. Per esempio si può chiedere ai lettori di condividere il tuo articolo sui social media, oppure si può chiedere di commentarlo. O ancora si può inserire l’invito per iscriversi alla newsletter o a compilare un modulo di contatti.

Regole SEO: per concludere… ✏️

Per scrivere dei buoni post per il tuo blog o i testi del tuo sito web seguendo le regole SEO devi mettere in pratica questi importanti accorgimenti, oppure devi affidarti a un copywriter.

Serve aiuto? Mi trovi qui!

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