Naming definizione: cos'è e come si fa | Fabiana Veniselli

Nel lessico del marketing la definizione di naming corretta è questa: il naming è lo studio del nome per un brand, per un prodotto o per un servizio. È un lavoro che parte dall’analisi del mercato di riferimento e delle persone alle quali ci si rivolge e contribuisce alla creazione del brand a partire dalla sue fondamenta.

Il nome è il primo elemento che incontriamo di un brand e averne uno ti offre un vantaggio competitivo perché un nome:

  • ti identifica. Nominare qualcosa vuol dire fargli prendere vita e dargli una forma. Significa potersi definire, vedersi esistere;
  • ti differenzia. Lì fuori ci sono tante altre persone che fanno quello che fai tu. La differenza non la fa solo il come, ma anche il modo in cui lo comunichi;
  • comunica. Un nome è l’inizio di una storia tutta da raccontare. Comunica, si fa ricordare, smuove decisioni, ti fa vendere.

IL POTERE DI UN NOME

Ci sono nomi che tutti conosciamo per il successo che hanno avuto negli anni e alcuni hanno una storia affascinante da scoprire.

Per esempio, c’è un brand name diventato famose per aver ripreso il nome della dea greca della vittoria, simbolo di una donna intraprendente, libera e lontana da ogni convenzione. È così che è nato il brand Nike che incoraggia a osare e a seguire l’istinto.

Poi c’è Amazon, chiamato così in onore del Rio delle Amazzoni, il più grande fiume al mondo. L’intento era quello di creare, appunto, la realtà commerciale capillare più grande del pianeta.

Anche Lego ha una bella storia alle spalle. Nel 1932 Christiansen sceglie per i suoi giocattoli LEGO, un nome nato dalla locuzione in lingua danese leg godt (“gioca bene”) a cui si è aggiunta la similitudine con il verbo latino lĕgo, che significa “metto insieme”.

Che dire di Starbucks? Il tema è marinaresco, nel nome, nel logo e nella storia che racconta il brand. Nasce da Starbuck, il primo ufficiale del romanzo di Herman Melville, Moby Dick.

Netflix invece nasce da una sincrasi, ossia dalla fusione della parola Net, in riferimento a internet e network, con la parola flicks che nell’inglese colloquiale significa “pellicola/film”.

L’origine del nome Apple invece è avvolta dal mistero, ma è un dato di fatto che la mela (Apple) è il frutto che ha ispirato Newton quando ha elaborato la legge di gravita ed Apple è il brand che fa dello sviluppo e dell’innovazione il suo cavallo di battaglia.

COME SCEGLIERE IL UN NOME DI UN BRAND

Ci sono diverse tipologie di nomi tra cui scegliere, ma tutti hanno in comune caratteristiche salienti. Un buon nome è:

  • Semplice. Da pronunciare, da scrivere, da ricordare.
  • Disponibile. Qualcuno ha già registrato il marchio? Il dominio è già occupato? Se la risposta è sì, non è possibile usare quel nome.
  • Funzionale. Il nome più adatto non è quello che ti piace di più, ma quello che può rappresentare al meglio la tua attività e sostenerne la crescita.
  • Memorabile. “Com’è che si chiamava”? Il passaparola, in fondo, è questo: un nome che gira.
  • Gradevole. La scelta di un nome è anche questione di fonetica. Anche i suoni trasmettono sensazioni.
  • Inequivocabile. Un buon nome non ha significati ambigui, non può essere s

DEFINIZIONE DI NAMING: LE TIPOLOGIE DI NOMI

Non esiste un nome migliore di un altro, ma solo quello più adatto agli obiettivi che si vogliono raggiungere. La definizione di naming è una, ma i nomi possono essere di diverse tipologie:

  • Descrittivi. Sono i nomi più funzionali, quelli che posizionano subito il marchio e fanno capire subito che cosa vende. Poste Italiane, Un esempio: Poste Italiane, Fatture in Cloud, Divani&Divani sono tutti nomi descrittivi
  • Acronimi. Un acronimo è un nome formato dalle iniziali di più parole. Ikea è un acronimo: le lettere che lo formano sono la fusione delle iniziali del fondatore Ingvar Kamprad e di Elmtaryd e Agunnaryd, rispettivamente la fattoria e il villaggio dove il fondatore di Ikea è cresciuto
  • Nome del fondatore. Christian Dior, Ralph Lauren, Chanel sono nomi legati a persone in carne ed ossa. Oggi sono usati per lo più nel modo del fashion e da freelance che scelgono di chiamare la propria attività con il loro nome e cognome. Il vantaggio è quello di trovare sicuramente un dominio libero disponibile, lo svantaggio è non avere un nome che descrive o suggerisce qualcosa. Ecco perché un payoff è un’ottima scelta per definire l’identità di un brand che si presenta sul mercato con il nome del fondatore.
  • Suggestivi. Questa tipologia di nome è una scelta coraggiosa. Qui i nomi evocano immagini, associa attraverso similitudini, metafore e analogie. Hanno un grande impatto e si presentano con una forte personalità. Amazon si chiama così in rimando al Rio delle Amazzoni, fiume più lungo del mondo e principale via di trasporto delle merci nell’area amazzonica.
  • Neologismi. Un neologismo è una parola nuova, un contenitore inizialmente vuoto a cui viene attribuito un significato. Etsy è un neologismo che si ispira al latino et sì, poi diventato in italiano e se. E se, se non che….un invito a dare spazio all’immaginazione e a offrire a tutti gli artigiani un luogo digitale in cui riunirsi per fare conoscere le loro creazioni.

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